


Edizioni Discografiche & Letterarie SaFm Records Michele Bortone
Un mattone é un mattone… Tanti fanno una casa… Come le note della musica sono… sette, (ad ognuno la sua nota.) Youtube MX3 Mixcloud















Quanti ricordi… in quella zona abitava mia zia Rosina, coniugata con Anzuoni Nicola.

Abbiamo promosso con l’Associazione Culturale Lacedonia di Lugano e con “l’Associazione lacedoniesi e campani nel mondo” che ancora a tutto oggi promuove. Pubblichiamo corrispondenza Biblioteca Nazionale Svizzera, Cantonale di Lugano, ed una libreria di Basilea.




Gerardo nacque (anche lui) a Muro Lucano il 6 aprile 1726 da Domenico Maiella e Benedetta Galella. Secondo la tradizione il venerdì digiunava a modo suo. Mentre era ancora in fascia, rifiutava il latte materno. Le sorelle Brigida e Anna, attestano che l’unico suo divertimento era fare altarini. Teneva in casa, dentro una stanza, una tavola grande, tante figurine, ed in mezzo ad esse l’immagine di San Michele.
La povertà era l’unica cosa che non mancava mai nella sua casa. Gerardo spesso rifiutava la sua fettina di pane con la scusa. “Non ho fame, ho già mangiato”. Spesso si rifugiava nella Cappella della Vergine a Capodigiano (PZ). Ed ecco un giorno gli compare dinanzi, senza sapere da dove fosse sbucato, un fanciullo ricciuto, carino, gentile, il quale gli offre una pagnottella ancora calda e se ne vá. Gerardo crede di sognare: ma stringe nella destra proprio una pagnottella vera, calda e profumata! Sente l’acquolina in bocca ma pensa alla sua famiglia. Chi te l’ha data?- gli domanda la mamma. –Un ragazzo rispose lui.
E allora perché non te la mangi? E Gerardo pronto, imperterrito: “Perché ho già mangiato e non ho piú fame!. Per settimane e settimane Gerardo continuó a recarsi a Copodigiano ad incontrarsi con il misterioso fanciullo (il quale altri non era che il Bambino Gesú).