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ESONDAZIONE DEL FIUME CALAGGIO

Riceviamo e pubblichiamo Foto Paolo Cusano

La pioggia incessante caduta nella terra del Calaggio ha fatto ingrossare il fiume che è esondato in alcuni punti, come riferito da un amico. La foto e il video che seguono si riferiscono a esondazione del Calaggio avvenuta in anni precedenti. Io resto a casa.

Video Paolo Cusano

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MADONNA INCORONATA, “Appare nell’aprile 1001, al Conte di Ariano, a un pastore nel bosco del Cervaro (FG)

La prima apparizione della Madonna avviene nell’aprile del  1001, al Conte di Ariano … E ad un pastore nel bosco del Cervaro,  (Foggia). Nei pressi dell’albero dove l’apparizione è avvenuta il pastore riempe una “caldarella” con una “mesata” di olio e realizzò una lampada votiva che ancora oggi, per devozione popolare, continua ad ardere nel santuario. Nel 1950 iniziarono i lavori per la costruzione del santuario e della annessa “opera don Orione”. Nel marzo del 1978 papa Paolo VI, elevò alla dignità di basilica minore.  L’interno è arricchita dall’immensa corona bronzea che è appesa alla cupola con soli 8 tiranti liberi e oscillanti. Sopra l’ingresso il monumentale organo di 2000 canne, con 2 tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32 pedali con 28 registri a trasmissione elettrica costruito nel 1982 dal Maestro Alessandro Girotto. La “festa dell’apparizione” ricorre l’ultimo sabato di aprile. Il 1974 mi recavo al Santuario, ricordo mia figlia aveva slogato il polso… Piangeva che gli faceva male, non riuscivo a trovare il Santuario. Ad un tratto… Preso dal nervoso decido di far ritorno a casa. Ad un tratto, finalmente vedo l’immenso campanile. Mia figlia smette di piangere… Non avevo più male… E con gioia immensa ci rechiamo al Santuario.

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SVIZZERA Prima i parrucchieri (e gli ambulatori) Multe da 95 euro a chi fa spesa in Italia .

foto (!) A caccia di multe.

Claudio Del Frate (Corriere Sera)

Anche la Svizzera ha messo in cantiere «fase2». L’uscita dall’emergenza prevede tre tappe: la prima scatterà il 27 aprile. L’annuncio è stato dato ieri pomeriggio dalla presidentessa della Confederazione Simonetta Sommagura. «Riprendiamo ma dobbiamo assolutamente evitare ricadute» sono state le sue parole. Primo step per alcune attività commerciali: parrucchieri, giardinieri e alcuni ambulatori medici riapriranno le porte i 27. Fase successiva dedicata alla scuola dell’obbligo, che comincerà l’11 maggio. Infine, un’altra serie di attività tornerà al lavoro l’8 giugno. «Quest’ultima fase andrà modulata passo passo» ha detto il ministro della sanità Alain Berset. Resteranno in vigore misure come il distanziamento e le protezioni sul luoghi di lavoro ma non ci sarà obbligo di indossare la mascherina (la Svizzera non l’ha mai adottato». Multa di 100.- franchi (95 euro) per chi andrà in Italia o in Francia a fare acquisti nei supermercati più a buon mercato.

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TERRE DI MEZZO

TERRE DI MEZZO

“Andrà tutto bene…”

…”andrà tutto bene” ! Scrivono

I bambini, disegnano l’arcobaleno

simbolo di speranza, urlano

nel silenzio e un sorriso sereno.

Per un attimo solleva l’animo

e la paura divento ossigeno,

onda positiva che in un attimo

libera il cuore dal veleno.

“andrà tutto bene” è l’appello

che ci esorta ad uscire dal dolore,

di chi ahimè soffre, dal flagello

nemico invisibile che fa rumore,

…ma presto questo pesante fardello

sarà triste ricordo…..ti prego Signore.

                            Adriano De Lorenzo

nella foto Adriano De Lorenzo

DONNA

Donna che ti ha messo al mondo,

la tua mamma, icona che ami.

Donna cuore nobile e giocondo,

sorella dai profondi legami.

Donna, figlia che hai desiderato,

cuore delicato, speranza infinita.

Donna, la nonna che t’ha abbracciato,

cuoca e maestra raffinata.

Donna religiosa, anima sensibile,

la sua preghiera sublime e unica,

dona al mondo speranza possibile.

Donna sposa, moglie, nemica e amica,

donna vittima, donna impossibile,

donna libera, donna….. sei la musica

Donna……. ti amo donna!

Dedicato a tutte le donne….. ADRIANO DE LORENZO

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SILICI DI NOSTRA DONNA

Lacedonia strada contrada per Silici (foto Nicola Quatrale)

Terreno, di tomoli 1 e misure 23, posseduto in enfiteusi
perpetua da don Vito Papaleo per l’anno canone di carlini 2.
Confina con: strada delle Silici;
Fiumara.

FEUDO ANGIOINO

Dopo la morte dell’ultimo Svevo, Carlo d’Angio, il 28 ottobre 1268. si impossessa definitivamente del Regno di Napoli e di Sicilia. Già il 17 febbraio dell’anno precedente “il re permette al vescovo laeedoniese di recarsi a Roma conducendo per suo servizio 10 vetture” (22), Re Carlo convola in seconde nozze a Trani con Margherita, nipote del duca di Borgogna Ugo IV La preoccupazione maggiore del Re é quella di sottomettere la città di Lucera, dove erano rifugiati i seguaci di Corrandino detti “proditores”. Dopo poco più di un mese dal matrimonio il 24 dicembre 1268, il Re si reca a Foggia per organizzare non solo un forte esercito ma anche tutto ciò che potesse servire per raggiungere la meta. Impone ad ogni Università l’obbligo di inviare un numero di soldati in proporzione della popolazione esistente. “Volendo il Re combattere e sterminare i Saraceni di Lucera, ordina ai giustizieri delle Provincie di radunare l’esercito a questo mode: i Conti, Baroni e feudatari della Provincia con armi e Cavalli; degli altri uomini delle città non soggetti al servizio feudale, si presenti uno per ciascun focolare che sia il migliore a combattere. Portino le armi: in mancanza gl’istrumenti della loro industria, o almeno falci, picconi, vanghe ed altro, per fare opere a danno degl’inimici, si provvegga ognuno di Vettovaglie” (25). Chiede anche il “fodro”, le vettovaglie cioè  che ogni Università deve inviare (24). Infatti, quando la Corte si trasferisce a Lagopesole, Lacedonia invia ogni giorno 100 pani, 2 some di Vino, 1 soma di orzo, un castrato ed un porco, per tutto il tempo che il Re e la sua Corte risiedono a Melfi si ordina, con documento del mese di giugno 1274 di inviare  quotidianamente 50 pani, 3 some di orzo, 2 arieti, 6 galline, 4 pecore e 1 giovenco. Alla vicina Rocchetta si chiedono 25 pani, 2 some di orzo, 1 ariete, 5 galline e 20 pecore. Ai suoi più fedeli soldati re Carlo, dope aver conquistato tutto il Regno di Napoli, dona, quale ricompensa per la loro fedeltà, alcune terre… “cum hominibus vaxallis possessionibus vincis, terris cultis et incultis etc (darnus donamus) ” (25), Lacedonia con Monteverde e Rocchetta, già di Roberto di Gualterio e poi restituita alla Curia, (26) viene infeudata con privilegio del 4 maggio 1278 a Giovanni Gagliardo, milite e familiare, e a sua moglie Altrude de Dragone, signora di Armatera e Rapone, sposatisi presso Foggia (nel palazzo di Pontano o in quello di San Lorenzo) nell’estate del 1269 o nell’autunno del 1271 (certamente non prima del 20 marzo del 1269, in quanto risulta, in questa data, ancora nubile), alla presenza del Re e di Guglielmo Gagliarcli di Pies, fratello del rnarito (27). Queste terre, aventi un valore complessivo di 147 once d’oro, vengono date in cambio dei castelli di Montemiletto, Arrnatera, Viralba e Rapone. La sola Lacedonia conta, in questo anno, 150 fuochi e all’atto del passaggio viene Concessa per un valore di 55 once (28) Il 15 gennaio 1279 si ordina a Gerardino de Corneto di consegnare al Gagliardo un feudo in terra lacedoniese. Il 4 maggio 1281 Giovanni Gagliardo é già morto e la moglie Altrude, dovendosi recare in Francia, chiede ed ottiene che venga affidata la tutela della figlia Giovanna e del feudo al cognato Rinaldo. Giovanna muore però presto e senza eredi, come risulta da un diploma del 30 giugno 1306 dove si legge che “le 50 once di rendita concesse quondam Iohanni Galardo militi in Monte Viride, Laquedonia et Roccetta de Iustitiariatu Principatus ex obitu filio ipsius Iohannis sine liberis mortuo similiter ad nostra curiam devolute etc.” (29). Altrude si risposa con Adam de Ferriers, capitano del Patrimonio di S. Pietro, il quale viene invitato, il 28 aprile 1284. dal Re a tornare nel Regno per ricevere l’assicurazione dei vassalli della baronia di Monteverde, terra appartenente alla rnoglie. Anche Altrude muore (1306) e lascia erede il figlio di secondo letto Giovanni Feirrier Pare che essa si sia maritata per la terza volta con Giovanni Eppe. Lacedonia è una terra ricca di foreste e vi abbonda il ginestro tanto che il Re ordina spesso di tagliare legna  o raccogliere quella secca per la Corte nei boschi di Lacedonia, Monteverde e Rocchetla (50) (31).

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STORIA DEL CASELLO AUTOSTRADALE DI LACEDONIA 1965 – 1970

Foto sopra tracciato autostrada

Beghe burocratiche… infinite discussioni fra paesi limitrofi. La spunta Lacedonia… “Casello di Chiancarelle”, per la costruzione di un casello autostradale. Il Comitato Provinciale intercomunale, del quale ne venne a far parte anche l’on.le Tanga di Vallata. E chiaro che nell’ambito del Comitato, del quale personalmente entrai a far parte in rappresentanza del Comune di Lacedonia, l’On.le Tanga non poteva sostenere e non avrebbe mai sostenuto la soppressione del Casello di Vallata, per Cui si limitò ad affermare che “Voi di Lacedonia siete pugliesi, non avete niente a che fare con la Campania e con Avellino. Andatevene con la Puglia e non rompete le scatole”. La discussione divenne cosi accesa e provocatoria alla seconda riunione del Comitato che il Presidente della Provincia prof. Ingrisani, anch’egli membro del c.d. Comitato intercomunale, tolse la seduta e da quel momento altro non fece se non sostenere “a parole” la validità della tesi dei comuni interessati dell’ Alta Irpinia senza dar seguito ad un atto deliberativo provinciale.

Contrada Serritelli che conduce all’autostrada foto Felice Pennacchio