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LA RAGAZZA DAGLI OCCHI TRISTI

 

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Foto gentilmente concessa dall’Astro Edizione

Nuovo romanzo d’amore di Michele Bortone, paroliere compositore e scrittore. Dopo “La Baita Dalle Betulle Rosse.” (pagina visitata da oltre 97 mila persone) si presenta alla stampa con un nuovo romanzo, “La ragazza dagli occhi tristi.” La storia è ambientata in un paesino del salernitano, Bellosguardo,  dove è ancora vivo lo stile di vita del secondo Dopoguerra («anni» rileva Bortone, «della nostra infanzia e adolescenza»).

Al cuore non sì può parlare. Innamorarsi è il cuore che ne paga le conseguenze. Spesso a tutto c’è una risposta, ma innamorarsi è come tornare bambini. A volte uno sguardo malizioso dice tutto; le parole d’amore rassicurano e gratificano, rendendo i due innamorati più complici. Tra i protagonisti Franco, Laura, Sara, Anna, Giulia, Paolo, Andrea, Antonio e Giacomo.

Franco, un musicista e fotografo, segue una ragazza che lo porta a chiederle informazioni su di lei. La sua bellezza è dirompente e lei gli risponde: «La tua informazione sono io.»

Laura, questo il nome della ragazza, ha un’infanzia difficile, sempre sulle difensive, che la porta ad avere un determinato carattere: timido e introverso. Laura non ha vita facile, porta dentro di sé l’inconscio. L’amore travolgente e ricambiato con Franco, però, sembra non finire mai.

Orfana di entrambi i genitori, è sempre triste, tanto che per il suo comportamento le viene dato il nomignolo: “La ragazza dagli occhi tristi.” Nomignolo dolce e romantico che le si adice. Nonostante le difficoltà Laura, per cause di forza maggiore, sceglie di andare a lavorare per guadagnarsi da vivere, diventando venditrice, acquisisce esperienze di vita nel mondo del lavoro, fino a spingerla a diventare proprietaria del negozio in cui lavora.

Con la sua bellezza e il suo charme fa strada. Le farfalle si fermano a osservare, i grilli smettono di cantare per ascoltarla. Il suo sguardo e quello di Franco si cercano; nei suoi occhi lui vede le spiagge e i tramonti che non finiscono mai.

Si svegliano a mattino inoltrato, uno nelle braccia dell’altra. Laura lancia un grido di spavento, il suo comportamento è strano. Lui chiedi una spiegazione.

«Hai anche il coraggio di chiedermi cosa è successo?», risponde. «Ti rendi conto che abbiamo dormito tutta la notte sul divano abbracciati?!»

«E allora?»

Il loro amore, quello vero, è quello che non conosce confini; la felicità è la chiave della vita. Certo si sono lasciati andare, sarebbe peccato lasciar appassire la bellezza dei suoi occhi tristi.

Qualcosa lo sorprende, quando si guardano a lui prende una sensazione strana, come se lei fosse lì ad aspettare il suo sguardo. Stacca gli occhi dai suoi; lei si gira e i loro sguardi nuovamente si incrociano, tutto questo lui lo definisce attrazione.

«Laura, stai crescendo, sei una donna da sposare.»

«Non insistere, Franco, sai che ti prendo in parola.»

Le rispondo: «Chissà quando arriverà quel giorno.»

«Tempo al tempo, una cosa per volta, e poi che fretta c’è, stiamo bene così.»

Si lasciano con un forte abbraccio e baci echeggianti, assieme pronunciano la formula di rito: «Pensami, sognami.»

«Anche tu.»

Che ragazza, dotata di una forte sensibilità sentimentale. La sua bellezza è l’assoluta libertà, potrebbero opporsi al vento, se solo lo volesse.

È tempo che lei smetta di cercare fuori di sé, quello che a suo avviso può renderla felice. I bagliori del mattino li sorprendono di nuovo, l’uno nelle braccia dell’altra. È una bella giornata di primavera, passeggiano mano nella mano, li sorprende un temporale. L’istinto li porta a ripararsi in una chiesa. La sua immaginazione viaggia, lo porta a pensare.

È un luogo adatto per celebrare il nostro matrimonio. La chiesa è bella, la immagina addobbata di fiori, gremita di gente. La marcia nuziale e Laura, controluce, che raggiunge l’altare.

Lei gli chiede: «Dove stai con il pensiero?» Lui le racconta e lei: «Tu corri troppo.»

Un amore travolgente tra loro, lui le vuole tanto bene, un giorno le dice: «Sai, pensavo di regalarti una nuvola, un pezzo di cielo, così sarai più felice.»

«Tu sei furbo, Franco, vuoi regalarmi ciò che non è tuo.»

Laura, una bella ragazza affascinate, eppure a volte vede il grigio nei suoi pensieri e sul suo volto. La sua insistenza lo conduce a dedicarle alcuni versi:

 

La luce del giorno.

Sei tutto quello che c’è, la tua ombra intorno a me,

la notte la luna, il tramonto sei tu.

Sei l’alba il sole, che spunta dal mare,

il pensiero sei tu,

sei l’amore, sei il vento,

che dolcemente bisbiglia un pensiero,

tu sei tutta per me.

Lei legge, pensa a quelle parole che lui le ha dedicato, si chiede: «Qual è l’ordine delle cose che sono nel suo cuore?»

«Sicuramente l’amore e la stima che hai per me.»

Laura non si esprime, ma estasiata continua a rileggere quelle parole, il riflesso di luce brilla nei suoi occhi, una lacrima brilla come un diamante sul suo viso. Un amore ha bisogno del vivere quotidiano, nella fede e speranza; di vivere con tutte le gioie, le fatiche di un cammino che conduce a un matrimonio.

Lui continua a scrivere: La ragazza dagli occhi tristi.

Si accorge che lei segue passo dopo passo tutto ciò che scrive. E un bel giorno gli chiede: «Hai finito di scrivere il romanzo? Come va a finire?»

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LA BAITA DALLE BETULLE ROSSE

 

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Nella foto del libro… edito dalla SAFM Records di Lugano

La Baita dalle betulle rosse, a un anno dalla pubblicazione. Ho partecipato al Premio Chiara nel 2015. Oltre a riscontrare un successo di vendita e di critica. Sono riuscito a firmare un contratto di edizione, con l’Editore Eremon di Latina Italia.  Il romanzo é piaciuto, é stato editato, con una nuova veste grafica. Concludo, sono contento e soddisfatto di questa nuova esperienza. Sotto allego un commento delle ultime pagine della (Baita dalle Betulle.)

L’amico della baita diventò il protetto della signora Anderson, e il chierichetto di Don Vincenzo. Serena appiccicata al mio braccio mi confidò:
— Claudio, restiamo assieme senza sposarci.
— Come vuoi, ragazza. Ma i tuoi cosa diranno?
Non avranno niente da dire, sono maggiorenne.
Non mi sarei mai aspettato da Serena una proposta del genere. Accettai commosso. Per stare con me, lasciava la famiglia, anche senza il matrimonio, così, veramente per amore. Così facemmo.
Passò il tempo. Serena studiò e diventò anche lei una esperta giornalista. Il paese Desperado si ingrandiva di giorno in giorno. I pochi chilometri che lo separavano da Pianella quasi scomparvero per le costruzioni che nascevano, fino a diventare un unico paese. Il cartello di confine scomparve, ma non le abitudini.
La baita, sistemata a parco giochi, diventò un ritrovo per tante occasioni.
Anni dopo, volli ritornare in quel che ritenevo il paesello di Desperado, ormai diventato un quartiere di Pianella. Non trovai traccia della signora Anderson, come pure della sua abitazione. La Chiesa non mi parve la stessa. Solo il fiume continuava a scorrere tra argini ormai cementificati. Fermai una ragazza chiedendo informazioni su Desperado e sulle vicende che avevo vissuto.
La risposta mi sconvolse.
— Non è mai esistito il paese Desperado.
Rimasi turbato, incredulo.
— Grazie per l’informazione. Mi presento:
— Mi chiamo Claudio.
— Io Anna. È stato un piacere. Sicuramente lei ha sognato, oppure ha vissuto una favola senza rendersi conto che l’ha inventata lei.

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LACEDONIA, BORTONE ALLA REGIONE: «Assurdo tagliare i fondi per i campani all’estero»

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Lacedonia  24/03/2012 dal Corriere dell’irpinia

LACEDONIA – Forte e sentito l’attacco alla Regione Campania dell’esponente dei lacedoniesi del mondo Michele Bortone che accusa l’Ente regionale di aver tagliato tutti i fondi per i campani all’estero.
«I consultori e le Associazione campane aderenti alla F.A.C.S. – dice Bortone – sono sul piede di guerra per la decisione presa da Stefano Caldoro, quello di eliminare ogni stanziamento di bilancio per il capitolo Emigrazione. Il vice presidente della Consulta per l’Australia Antonio Bamonte, invita i presidenti delle Associazione e i consultori , a voler prendere posizione per quanto deciso dal Presidente della regione. In questi giorni la Giunta regionale e ai ferri corti, e si appellano all’unità delle istituzioni per risolvere la crisi che attanaglia la Campania, affrontare grandi processi di cambiamento, migliorare il proprio territorio, combattere la camorra.

Una multifunzionalità e riflessione politica, l’agire politico, le riforme e le cose da fare che era il progetto forte per la Campania 2010-2015 con Caldoro Presidente. Un mare di promesse per una terra di cultura, etica e legalità. Altro che buoni principi e tradizione di un socialista riformista. I primi a essere tirati in gioco sono le associazione campane all’estero, ci sentiamo emigrati due volte, fuori e nei nostri luoghi d’origine, con la struggente nostalgia della nostra terra. Ancora oggi siamo gli ambasciatori, adoperandoci nel promuovere valori e tradizione dell’amata terra nel mondo. Quegli stessi Campani che insorgono quando Napoli viene descritta come un immondezzaio in mano alla Camorra. La decisione presa da Stefano Caldoro è inaccettabile, augurandoci che la Giunta voglia rivedere la triste decisione».

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MICHELE BORTONE (Un artista a 360 gradi, irpino doc trapiantato a Lugano.)

I Magnifici 2003” è una pregevole pubblicazione diretta da Nino Bellinvia di Massafra. Vuole essere un piccolo aiuto, una modesta guida nella conoscenza del nostro panorama artistico., ma anche uno strumento di lavoro per quanti operano nel fascinoso mondo dello spettacolo. Fra tanti artisti viene esaurientemente menzionato Michele Bortone figlio di Lacedonia e dell’Irpinia, intelligenza eclettica e creativa, cuore nobile e generoso. A pagina 88 ritroviamo uno spaccato completo della sua attività e della sua poderosa produzione letteraria e artistica. Cantautore, compositore, scrittore, poeta, “lavoratore della musica”, Michele Bortone é diventato, di anno in anno, sempre più noto, molto apprezzato per il senso della presicione e per la gioia di vivere in compagnia che si riscontra anche nei suoi versi freschi e genuini. Il suo nome è stato inserito nell’antologia “i contemporanei della Comunità Europea”, e non poteva ottenere miglior riconoscimento. Nato nel ridente paese della verde Irpinia, vive a Lugano con la famiglia dal 1968. Ha scritto poesie e canzoni di rara purezza e delicata sensibilità che, con le parole e le note, ha depositato alla Suisa di Zurigo. Molti i successi e tanti i riconoscimenti, che ne irrobustiscono la già affermata notorietà. Il suo frenetico impegno e la forte personalità trovano spazio in altre lodevoli iniziative. Ha presieduto per oltre sette anni l’associazione culturale lacedoniese con sede a Lugano, ha organizzato le prime due edizioni del Premio Internazionale Francesco De Sanctis, dirige la Safm Records ed è il patron del Festival della canzone “ci incontriamo a Lugano”.

Vincenzo Saponiero

Lacedonia 10.04.2003 dal giornale Piazza Libertà di Avellino

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RICORDANDO DEMIS ROUSSOS

DEMIS1 (2)di Michele Bortone

Artemios (in arte Demis) Ventouris Roussos, in greco: “Αρτέμιος [Nτέμης] Bεντούρης Pούσσος ,” (Alessandria d’Egitto 15 giugno 1946) è un cantante e bassista greco.
Il gruppo degli Aphrodite’s Child di cui ha fatto parte dall’origine allo scioglimento, ha prodotto singoli di successo come “It’s Five O’clock” di R.Francisi, del compositore Vangelis”. Grande è la collaborazione e la stima tra i due artisti Demis e Vangelis, quest’ultimo tastierista, compositore e arrangiatore greco nato a Volos nel 1943. Inizia la sua carriera alla fine degli anni ‘60, in proprio, e con la partecipazione del trio degli Aphrodite’s Child, che ebbero un modesto successo anche in Italia tra gli anni ‘60 e ’70. Vangelis ha composto oltre 40 album, e molte colonne sonore, tra cui “Momenti di gloria” premiata con l’oscar nel 1982 e quella per “Blade Runner. I due artisti lasciarono gli Aphrodite’s Child prima dell’uscita del doppio “666”.

Considerato una delle migliori voci della storia della musica, il mitico Demis Roussos ha saputo esprimere il passato ellenico e la bellezza delle terre in cui ha vissuto attraverso un canto poetico e soave; come bassista, il suo stile ci ricorda le sonorità e la tecnica di Paul McCartney. Nato in Egitto da genitori greci espatriati, ritornò con questi nel paese di origine. La perdita del patrimonio familiare vede i suoi sogni e progetti naufragare in seguito alla Crisi di Suez, nel 1961.
Demis aveva appreso il solfeggio imparando a suonare la chitarra e la tromba. Solista nel coro “Musica della Chiesa Bizantina di Alessandria d’Egitto”, si mette in evidenza nell’edizione del Festivalbar 1970 con “It’s five o’clock” (secondo classificato).
La carriera da solista ha toccato l’apice negli anni ’70 in cui, con il singolo “Forever and Ever” fu primo nelle classifiche di molti paesi nel 1976. Il futuro fu costellato da tanti successi. La sua musica e la sua voce hanno incantato diverse generazioni. Demis continua a registrare e a esibirsi dal vivo. Nella primavera del 2002 fece un tour del Regno Unito. Nel 2002 Demis Roussous duetta con Ivana Spagna. Il 19 settembre 2008 è tra gli ospiti della trasmissione “I migliori anni” ringraziando l’Italia che ha tenuto a battesimo la sua carriera come solista.
Lui Demis la stella, i successi, interpretati in tante lingue: MY REASON, LES OISEAUX DE MA JEUNESSE, SANTA LUCIA, in spagnolo: MANANAS DE TERCIOPELO, Trent’anni di successi, e complimenti vivissimi a Mister Demis Roussos per quanto ci ha dato, e non è poco: “79 album e più di 50 milioni di dischi venduti in tutto il mondo!
Vorrei riportare uno stralcio dell’intervista che mi ha rilasciato, dove, alla mia domanda:
“Perdonami la mia stima e la curiosità, ma se la mente non m’inganna, la tua ultima incisione risale al 1989”, lui mi ha risposto con grande semplicità:
“I cantanti della mia generazione in genere cercano di rilanciarsi con raccolte di covers oppure reincidono i loro successi del passato, io viceversa ho voluto fare il mio nuovo album.”

Effettivamente il 14 maggio 2009 Demis Roussos ha presentato in Francia il nuovo album, dal titolo: “Semplicemente Demis” e un concerto il 25 settembre 2009 al Grand Rex (Paris) con il singolo “Forever and Ever” che ha fatto ballare e sognare e nascere nuovi amori negli anni del rock, del soul e del blues e che, proprio con quella canzone, nel lontano 1973, fu primo in classifica in molti paesi del mondo.

Il suo aspetto, negli anni sarà cambiato, ma la sua voce e il suo charme sono rimasti inalterati. E, dopo tanti anni, il cantante greco – conosciuto come “La voce calda e romantica” – si rimette ancora in gioco, e lo fa con un album prodotto da Marc Di Domenico: “Henri Salvador, Micky Green, BB Brunes” e la bend che sono i Little Barrie.
È così, dopo tanto successo di “GOOD BYE MY LOVE GOODBYE”, e di “QUESIERA BAILAR ESTA CANCION” si cambia genere!
Asta la vista Hombre.

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QUANDO L’ABUSO DI POTERE DIVENTA UN (habitué)

Michele Bortone giugno 2009

Quanto qui esposto é effettivamente avvenuto in presenza di testimoni,s e ne è il caso saranno chiamati in causa.  Quanto accaduto viene descritto non menzionando alcuna persona, vogliamo definirlo incidente di percorso, o abuso di potere, oppure menefreghismo, altruismo ecc.

Elezioni provinciali del 6 e 7 giugno 2009, abbiamo spesi tanti bei soldoni per la campagna elettorale e per quanto concerne le informazione per coloro che hanno smarrito la tessera elettorale.

Il ministero dell’Interno ricorda agli elettori che, chi avesse smarrito la propria tessera personale, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali, che a tal fine saranno aperti dal lunedì al venerdì antecedenti l’elezione, dalle ore 9 alle ore 19, il sabato di inizio delle votazioni dalle ore 8 alle ore 22 e la domenica per tutta la durata delle operazioni di voto.

Il cittadino X nonostante abbia ricevuto la cartolina per recarsi a votare al suo paese, nella mala sorta smarrisce il certificato elettorale, si reca al comune del suo domicilio verso le 14.15 il giorno delle votazioni, per la richiesta del duplicato, ma l’ufficio anagrafe elettorale è chiuso, morale della favola, chiede delucidazione alla guardia comunale per sentirsi dire: (che il responsabile dell’archivio anagrafe elettorale è andato a mangiare e tornava alle ore 16.00).

Non potete immaginare la rabbia del cittadino X non ha potuto votare e per tutta quella scocciatura, ha dovuto rivedere tutto i piani della giornata. Morale della favola (X) dopo una settimana decide di andare a parlare con il responsabile dell’archivio elettorale, e quasi voleva ragione rivolgendosi a X con toni autoritari e arroganti, dicendo: che X non poteva votare per le elezioni provinciali perché non aveva l’opzione dell’Ambasciata consolare.

X nonostante si è rivolto al Sindaco, voleva fare uno scoop giornalistico, si è dispiaciuto e rammaricato non voleva fare del male a quella persona che sicuramente si trovava al posto sbagliato.

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MANNAIA SUL DE GUGLIELMO A BISACCIA. “Una sorpresa sotto l’albero di Natale”  

Michele Bortone 15 settembre 2010

Una mannaia sulla struttura del De Guglielmo di Bisaccia, compromette seriamente il diritto alla salute per i cittadini dell’area. Una quotidiana sofferenza dovuta non solo ad un isolamento logistico, ma anche all’indifferenza rispetto alle diverse criticità della realtà. Un grido di rabbia e la forza a non mollare viene lanciato anche da Pasquale Gallicchio, dirigente provinciale del Pd, consigliere di Bisaccia:

“ Parola d’ordine a non fermarsi e a vincere”.

Siamo zone di periferia e di disagio, costantemente penalizzati. Stiamo pagando un prezzo troppo alto, non basta l’emigrazione che ha svuotato le nostre città, la lontananza dai nostri genitori anziani e sempre più soli e bisognosi di cure primarie, e non ci vengono riconosciuti neanche i servizi essenziali.

A sentir loro, tutto è nella norma, come se cittadini non fossero toccati dai risparmi dello Stato realizzati sulla loro pelle. Lo sanno bene i nostri amministratori, “aumenti dell’acqua, del gas, dei ticket, delle medicine, dei libri e delle attività scolastiche, delle rette per assistere i propri cari non autosufficienti ecc. Ma quanto ci costa questa globalizzazione, dopo tanto spreco di colpo chiusura dei rubinetti statali non è evidentemente così facile.

L’Italia si appresta a varare una Finanziaria che prevede una “sforbiciata” quantificata in 25 miliardi di euro i sacrifici richiesti agli italiani saranno tutti “lacrime e sangue” Purtroppo c’è ancora chi: (come il Presidente del Consiglio), con una faccia tosta senza precedenti, sostiene che l’ultimo Governo non ha aumentato le tasse. “Ma perché… loro signori non si decurtano mai il loro stipendio

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APPELLO DEI LACEDONIESI IN SVIZZERA «Il sisma in Emilia non può lasciarci indifferenti»

CORRIERE

LACEDONIA – Il sisma che ha duramente colpito le popolazioni dell’Emilia non poteva lasciare indifferenti quanti ne conoscono la portata devastante. E’ per questo che l’Associazione Lacedoniesi e Campani nel Mondo, per il comitato il presidente Michele Bortone, si rivolge ai Presidenti dell’Associazione Campane in Svizzera e nel Mondo, e ai connazionali lacedoniesi, dice:

«Il terremoto di magnitudo 6’9 sulla scala Richter che il 20 maggio ha colpito l’Emilia Romagna, di enorme vastità e distruzione, ha messo in ginocchio l’economia delle zone colpite. Sono complessivamente 13 mila i lavoratori rimasti a casa per i danni subiti da fabbriche, strutture tecniche e negozi nelle province di Modena, Ferrara e Bologna.

Il sisma ha colpito duro il settore meccanico (7mila persone ferme) e quello alimentare (1.500). bambini e adulti, hanno bisogno d’aiuto. Pensiamo in quale condizione versa la popolazione dopo la catastrofe, bambini disperati e sotto shock, la solidarietà non si ferma e non ha confini non possiamo restare indifferenti. Un appello alla vostra squisita sensibilità ed un gesto di solidarietà verso la popolazione d’Emilia Romagna. Il nostro pensiero va a tutti coloro che stanno vivendo questa tragedia».

 

Lacedonia  24/05/2012

Comunicato di Michele Bortone… foto concessa dal corriere dell’irpinia

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ANTONIO PANDISCIA DOCENTE DI LINGUA ITALIANA.

Antonio Pandiscia nato a Lacedonia, il 1923. Studente di pedagogia presso l’Università di Urbino… (facoltà interrotta al quarto anno per difficoltà economiche,) docente di lingua italiana presso la scuola media di Minusio. Ha pubblicato nel 1978, una selezione di poesie (ALGHE DI MARE.) per la casa editrice SELEDIZIONI di Bologna.

Quante volte ho sentito questa frase allegria e gioia, devono essere la base di rapporto genitori-figli. Farli studiare, vestirli dignitosamente, educarli sono tutte gesti d’amore.
Tempi duri per sfamare la famiglia, non c’era alternativa se non quello di zappare il terreno. Una zappa del peso di circa 5 chili. Un lavoro necessario per piantare la vigna ed estirpare la gramigna, una erbaccia che succhiava humus alle piante coltivate. In primavera cominciava a crescere il grano, cresceva l’erbaccia che andava eliminata. Con questo poche righe, un omaggio alla dignità di quei contadini del Sud che con il proprio sudore e la dura fatica di zappatore hanno fatto studiare i figli per un futuro migliore.

A MIA MADRE

Madre, ricordo che avevi paura. `
Ma ora che sei morta
È non t’avvilisca il gelido silenzio
dell’urna né l’arida stoppia che orna
la terra affidata all’incuria
dei nostri becchini.

Quante croci non portano un nome!
Quanti fiori abbrutiscono al sole
inclemente del Sud!

Ma in omaggio al tuo amore profondo,
con pochi quattrini,
elevato abbiamo una tomba
d”incognito marmo
con segni di argento fasullo
e una fiamma che brucia soltanto
di amore filiale.

Passa il tempo che devasta la vita
di un mondo che oltraggia ogni bene,
ma l’amore rimane immortale
e non scuote quel trono ch’è il cuore
in cui vivi ammirata regina.

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23 FEBBRAIO 2014 CAMPO DI BARLETTA VITTORIA FINALE PER MASSIMO CASARELLA

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di Michele Bortone

Il 28 settembre 2013 Poggio Imperiale (FG) Maratona AVIS 11,250 m. 4 posto e primo assoluto cat. Senior, tempo: 38:06, media 03,35”.

13 ottobre 2013, Strasantagata gara dura salite e discese sui 9 km, 2° posto con il tempo di 30’14”

23 novembre ’13 alla Strasangiovannese 10 km, si piazza terzo con 34’26” nella gara dei campionati italiani,

15 dicembre 2013 a Foggia, campionati italiani di Half Marathon City 11:200 m. terzo posto, con crono 35:44”.

2 marzo 2014 Margherita di Savoia 11 km terzo posto, con crono 34:44”.

23 febbraio 2014 10 km stadio Pietro Mennea,con 270 atleti all’arrivo vittoria finale per Massimo Casarella, con crono 28:37”. Buoni piazzamenti, e tanti che non stiamo a menzionare. Tesserato per il Foggia Running, forte motivazione, determinazione e spirito competitivo, costanza negli allenamenti. Salite percorso al quanto ostico, vento, acqua noto agli atleti e ai Lacedoniesi.

Gestione dello stress, sono alcuni di tanti elementi che hanno a che fare con la mente. Abbiamo citati alcuni successi e sicuramente seguito da vicino sarebbe tutt’altro. Avvolte una parola compie il miracolo, vai cosi: al massimo.